L’ infortunio sportivo costituisce un momento critico nella vita di un atleta ed è per questo motivo che è necessario individuare eventuali segnali di rischio sui quali l’ allenatore, lo psicologo dello sport e l’ atleta stesso possano intervenire al fine di lavorare e collaborare tra loro in maniera efficace.

Le ricerche sul tema dell’ infortunio nello sport sono aumentate notevolmente, individuando due macro aree di interesse: da un lato le ricerche che si focalizzano sulle variabili psicologiche che agiscono sulla vulnerabilità dell’ individuo aumentando la probabilità che possa avvenire l’ infortunio, dall’ altra parte quelle che indagano le reazioni emotive e cognitive, fondamentali soprattutto per il recupero dell’ atleta dopo l’ avvenimento dell’ infortunio.

Lo scopo delle ricerche, in entrambi i casi, è quello di ridurre l’ incidenza di questi eventi, favorendo un’ adeguata preparazione psicologica e agevolando un recupero ottimale nel momento successivo all’ infortunio.

I FATTORI ALLA BASE DELL’INFORTUNIO: UN APPROCCIO OLISTICO

È necessario occuparsi di questo tema con un approccio olistico, ponendo cioè l’ attenzione sulle funzioni fisiche, emotive e cognitive.

Anche i fattori psicosociali quali l’età, l’influenza degli eventi di vita, dell’allenatore e dei genitori, costituirebbero variabili fondamentali quando si prendono in considerazione le possibili cause di un infortunio. Secondo l’ autore Petrie ( 2004), bassi livelli di supporto sociale aumenterebbero la vulnerabilità individuale al rischio di infortunio, mentre un alto supporto sociale sembrerebbe apportare una maggiore protezione.

Infine anche fattori esterni come la tipologia di attrezzatura utilizzata, le caratteristiche dell’ allenamento e gli eventuali rischi che comporta lo sport praticato, rivestirebbero un ruolo importante da non trascurare quando viene indagata la tematica dell’ infortunio. 

Esistono in letteratura diversi modelli che focalizzano l’ attenzione sulle variabili psicologiche nella vulnerabilità a questo evento, quello più accreditato è il “Modello stress-infortunio” (Andersen e Williams, 1998). Secondo tale teoria un atleta che vive una condizione di stress avrà una risposta attentiva alterata a causa di tale evento, manifestando conseguentemente un aumento della tensione muscolare, una riduzione del campo visivo e dunque un livello di distrazione più elevato.

LO PSICOLOGO DELLO SPORT NELLA PREVENZIONE DELL’INFORTUNIO

Un elemento fondamentale che sembra emergere dalle ricerche riguarda lo stile di coping adottato dagli atleti, ovvero le diverse strategie implementate per far fronte all’ evento stressante. Strategie di resilienza volte a riconoscere la relazione tra tratti di personalità, eventi di vita negativi, pensieri, emozioni e stati fisiologici, finalizzati a minimizzare l’impatto degli stressor, rappresenterebbero un potente strumento per gli atleti.

Lo psicologo dello sport costituisce quindi in fase di prevenzione una figura di riferimento per lo sviluppo di strategie di resilienza aventi l’ obiettivo di minimizzare l’ impatto dello stress dovuto ad un eventuale infortunio.

Per quanto riguarda gli sport di squadra alcuni studiosi hanno sottolineato come un clima di alta competitività e di bassa collaborazione all’ interno del team siano correlati ad un maggiore rischio di infortunio sportivo.

LE FASI PSICOLOGICHE DELL’INFORTUNIO

Esistono diverse modalità di risposta psicologica da parte dell’ atleta soggetto ad un infortunio. Esso infatti può essere considerato dall’ atleta come un periodo di pausa, ma potrebbe anche portare ad un eventuale isolamento sociale e ad alti livelli di frustrazione accompagnati da incertezza e paura di non poter recuperare appieno i livelli di performance precedenti o subire altri infortuni.

A livello temporale è possibile individuare tre distinte fasi che caratterizzano l’ infortunio:

  1. Fase acuta post infortunio. Le emozioni provate dall’ atleta sono molto intense. Nella grande maggioranza delle volte l’individuo vive un processo emozionale caratterizzato da rabbia, paura, tristezza e sfiducia nel futuro. Altre volte invece gli atleti guardano all’ infortunio in maniera positiva.
  2. Fase di riabilitazione. È con l’inizio della riabilitazione che quelle emozioni negative sperimentate nella fase precedente dall’ atleta si riducono. In questa nuova fase l’ aderenza al programma riabilitativo è di fondamentale importanza, poiché maggiore sarà l’aderenza, maggiore sarà la possibilità di tornare alla condizione prima dell’ infortunio.
  3. La fase di ritorno allo sport. Molto spesso purtroppo la prontezza fisica e quella psicologica non sempre coincidono. Alcuni atleti, nonostante sia avvenuto un buon recupero sul piano fisico, non sono in grado di recuperare completamente gli stessi livelli di performance precedenti all’ infortunio, a causa di Fattori psicologici influenzerebbero particolarmente l’atleta e la sua capacità di gestire l’infortunio, la riabilitazione e il ritorno alla propria pratica sportiva.

LO PSICOLOGO DELLO SPORT NEL SUPPORTO ALL’ATLETA NELLA GESTIONE DELL’INFORTUNIO

Lo psicologo dello sport svolge una funzione specifica per l’atleta infortunato ed attraverso il confronto periodico con lo staff, è in grado di aiutare l’atleta nel proprio percorso di guarigione.

È soprattutto durante la fase acuta post infortunio che lo psicologo riveste un ruolo chiave in quanto ha la funzione di effettuare interventi psico-educativi , permettendo in questo modo all’ atleta di avere un maggiore controllo dell’ evento e riducendo quel forte senso di sfiducia in se stesso. Una delle strategie che lo psicologo può disporre è il goal setting, una procedura tramite la quale vengono stilati degli obiettivi, sia fisici che psicologici a breve e lungo termine, con la collaborazione dello staff medico e dell’atleta.

Tecniche di ristrutturazione cognitiva e self talk sono invece impiegate dallo psicologo dello sport durante la fase acuta dell’infortunio e durante la riabilitazione permettendo all’ atleta un buon controllo e un’analisi efficiente dei pensieri negativi.

Durante la fase di riabilitazione le tecniche immaginative si rivelerebbero essenziali dal momento che permettono di impiegare la visualizzazione come strumento per accelerare il recupero e mantenere attive le specifiche abilità sportive.

Durante tutto il periodo dell’infortunio, lo psicologo impiegherebbe tecniche di rilassamento e gestione dello stress, come ad esempio il training autogeno e il rilassamento progressivo, le quali consentirebbero di abbassare le tensioni interne permettendo di conseguenza un recupero rapido ed efficace.

Per approfondire leggi l’articolo completo…La gestione dell’infortunio nell’atleta di alto livello

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