Le onde d’urto, conosciute comunemente per l’utilizzo in campo urologico nella litotrissia dei calcoli renali, sono ormai normalmente impiegate anche in campo ortopedico riabilitativo.

Che cosa sono le onde d’urto?

Dal punto di vista fisico le onde d’urto rientrano nel campo delle onde acustiche, questo ha portato spesso ad accostarle erroneamente agli ultrasuoni, mentre esistono differenze enormi tra le due metodologie.

L’ampiezza delle due onde non è nemmeno paragonabile, ad esempio la “potenza” dell’onda d’urto permette, come noto, di “frantumare” i calcoli renali; anche nella pratica clinica i campi di applicazione e gli effetti biologici provocati dal trattamento con onde d’urto extracorporee sono profondamente diversi. Vengono comunemente impiegate diverse tecnologie in grado di erogare “onde d’urto”, attraverso generatori elettroidraulici, piezoelettrici, elettromeccanici e balistici.

La differenza fondamentale tra questi generatori è rappresentata dalla modalità di erogazione dell’onda:

• radiale o non focalizzata (sistema balistico),
• focalizzata (tutti gli altri tipi di generatore).
Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’efficacia terapeutica dell’onda d’urto non dipende dalla modalità di erogazione dell’onda, bensì dalla possibilità di mantenere un costante “flusso di densità di energia” per tutta la durata del trattamento, cosa che può essere garantita solo da apparecchiature affidabili e con certificazione di qualità [1].

A cosa servono le onde d’urto

Di seguito sono elencate alcune indicazioni all’impiego della terapia con onde d’urto in Fisioterapia, la cui efficacia e sicurezza è testimoniata dai numerosi studi presenti nella letteratura scientifica internazionale[2]:

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